Vivicittà in Libano su Radio 3 Rai: storia di una corsa attraverso i campi profughi palestinesi

“A pieni polmoni” è la storia di una corsa nei campi profughi palestinesi in Libano organizzata dall’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti e dalla Cooperazione italiana. Un’occasione per raccontare i luoghi, la vita e le storie dall’interno degli insediamenti palestinesi nel Paese dei cedri. Luci puntate sugli abitanti del campo di Beddawi, al confine con la Siria, nella città di Tripoli, e sulla convivenza con i 40mila sfollati del vicino campo di Nahr el Bared, distrutto dalle bombe dell’esercito libanese esattamente tre anni fa. Le vicende personali, le aspirazioni, le prospettive, il miraggio della Palestina: il tutto riportato dai nostri giornalisti e dalla viva voce dei protagonisti.

L’audio documentario realizzato da Sara Sartori (Agenzia Ami) sarà ospite dello spazio “Tre Soldi” di Radio3 Rai per raccontare l’esperienza della corsa che in Libano ha coinvolto 3.500 bambini dei 12 campi profughi disseminati sul territorio del Paese dei cedri. Attraverso le voci dei giornalisti (ami) Sara Sartori, Valerio Perogio e le testimonianze dirette dei protagonisti seguiremo un viaggio in cinque puntate.

Sorti tra il 1948 e il 1956 in seguito all’occupazione israeliana delle terre di Palestina e alla diaspora del popolo palestinese, sono 12 i campi attualmente presenti in Libano. Nel documentario “A pieni polmoni” dalla linea di partenza della corsa Uisp prendono il via le vicende del campo di Beddawi, situato nel nord del paese alle porte di Tripoli. All’interno di un solo chilometro quadrato di superficie, alle storie dei suoi abitanti si intersecano quelle degli sfollati del vicino campo di Nahr el Bared, in gran parte emigrati a Beddawi dopo la distruzione del loro insediamento per mano dell’esercito libanese in quindici settimane di bombardamenti, iniziati esattamente tre anni fa. Tra residenti e ospiti sono almeno 40mila le persone che vivono nel campo, costrette a fronteggiare le numerose difficoltà che lo status di profughi e la convivenza impongono. La quotidianità, la limitazione dei diritti, il desiderio di integrazione con la popolazione libanese, le aspirazioni e il miraggio della Palestina: attraverso le parole dei nostri giornalisti e la viva voce dei protagonisti, “A pieni polmoni” racconta le immagini e dipinge i racconti di chi vive rincorrendo la propria identità sospesa.

Vivicittà “Porte Aperte” a Rebibbia

Vivicittà 2010 prosegue la sua corsa nelle carceri e negli istituti minorili di tutta Italia. Giovedì 6 maggio Vivicittà “Porte Aperte” si svolgerà a Roma, nella casa circondariale femminile di Rebibbia, dove sono attese al via circa 25 detenute e 25 atleti esterni. L’appuntamento davanti al complesso che ospita 350 detenute e in cui è stato allestito un percorso agevolato di 4 km, è per le ore 14, la partenza della gara è fissata invece per le 15 del pomeriggio.
“Sono convinto che iniziative come questa – riferisce Andrea Novelli, presidente Uisp Roma – rappresentino occasioni di festa, aggregazione e alternativa all’ozio, un modo per lavorare sull’integrazione e l’inclusione sociale dei detenuti ma anche un’autentica chance per ‘educare’ e sensibilizzare le persone esterne che entrano in carcere con noi. Si tratta di un modo, dal forte impatto emotivo, per prendere coscienza che gli istituti penitenziari sono luoghi di sofferenza in cui si vive decisamente male”.

Ricordiamo che da oltre 5 anni, l’Uisp Roma lavora affinché lo sport entri a far parte del percorso di riabilitazione delle detenute, promuovendo una serie di attività sportive strutturate, tra cui segnaliamo: gli allenamenti bisettimanali di pallavolo, la ginnastica dolce in “massima sicurezza” dedicata alle detenute recluse nella sezione di massima sicurezza, corsi di ginnastica generale per detenute comuni, sezione penale e in attesa di giudizio, “Giocare a Rebibbia”, un corso di psicomotricità e attività ludiche, che coinvolge le mamme detenute con i bambini da 0 a 3 anni ospiti della sezione nido di Rebibbia.

A Roma, Vivicittà “Porte aperte” maschile, prosegue il 19 maggio nella casa di reclusione di Rebibbia e il 21 maggio a Rebibbia Nuovo complesso.

Vivicittà-corri per il dialogo, nel campo di Burj el-Barajneh alla periferia di Beirut

La corsa nel campo di Burj el-Barajneh, alla periferia di Beirut

Una coltre di fumo grigia nasconde l’azzurro del cielo: Beirut accoglie così chi sbarca dall’aereo. Grattacieli figli della più moderna ingegneria architettonica dominano lo skyline della città. Sono loro a catturare l’attenzione, almeno fino a quando lo sguardo non si abbassa al livello della strada. Palazzoni squadrati, freddi e anonimi, addobati con lunghe tende pesanti si alternano a resti di abitazioni abbandonate e a cumuli di macerie. E’ passata la guerra, si vede, i buchi neri dei muri crivellati sono frequenti.
Beirut
, oltre un milione e duecentomila abitanti, ospita ancora una volta Vivicittà, ma questa è un’edizione speciale: si corre anche in altre sei località tra Libano, Siria e Gerusalemme est. E’ domenica 18 aprile, Vivicittà richiama al via 3.500 bambini dei 14 campi profughi disseminati nell’area.

A ricordarti che la tensione non è scesa sotto il livello di guardia, ci sono i militari che vigilano le strade con il fucile in spalla. Vivicittà a Beirut è la stessa corsa che ho seguito la domenica prima in tante città italiane? La mia destinazione è Burj el-Barajneh, il campo alla periferia di Beirut non lontano da quelli tragicamente più noti di Sabra e Shatila, dove tra il 16 e il 18 settembre 1982 le milizie cristiane libanesi massacrarono oltre 3000 arabi palestinesi, in un’area direttamente controllata dall’esercito israeliano. Il ritrovo della corsa lo riconosci da uno striscione issato su una strada non più larga di dieci metri. In alto a sinistra c’è la scritta Vivicittà e la bandiera dell’Uisp, appesa al contrario. Di fianco i volti austeri dei caduti della Jihad e al centro il primo piano di Yasser Arafat, così come solitamente vengono esposti negli ingressi di tutti i campi profughi palestinesi.
Il campo è un mondo a sé. Impossibile non notare le decine e decine di cavi elettrici scoperti che pendono per aria, appesi da un capo all’altro. Automobili e motorini si muovono con padronanza tra i vicoli stretti pieni di buche e pozze d’acqua. Procedo lentamente all’interno del campo. Sono autorizzata ad entrare e a scattare fotografie perchè faccio parte del gruppo accompagnato dalla Cooperazione italiana allo sviluppo, l’unità del ministero degli Affari esteri che ha organizzato la corsa assieme all’Uisp. Comincia a sentirsi un brusio, proviene dal cortile della scuola dove insegnanti e volontari stanno disponendo su tre file, per fasce d’età, i 500 ragazzi che correranno Vivicittà. Attendono incuriositi, impazienti, allegri, che qualcuno gli dia il via e li autorizzi a scattare lungo il percorso che, uscendo dal campo, costeggerà la superstrada e li riporterà al punto d’arrivo davanti alla scuola. Alla partenza scalpitano, avanzano oltre la linea fino a quando chi dovrebbe dare il via non riesce più a tenerli e abbassa le braccia. Rientreranno a scaglioni qualche minuto dopo, con in mano le bottigliette d’acqua distribuite dai volontari lungo il tragitto. I vincitori vengono festeggiati dai cori dei compagni, qualcuno viene anche preso in braccio. Non hanno solo corso, sono stati protagonisti del luogo in cui vivono rivendicando il loro diritto al gioco e ad un futuro di pacifica convivenza.
(F.L.)

Clicca qui per vedere la galleria fotografica di “Vivicittà – Corri per il dialogo” in Libano

Vivicittà a Gerusalemme

Video di Vivicittà a Gerusalemme Est, nel campo profughi di Shu’Fat, con un’intervista a Livia Dusatti di Peace Games. Per altri video e interviste visita la sezione che l’Agenzia Ami ha dedicato a Vivicittà, a questo link

“Vivicittà corri per il dialogo”: l’attenzione dei media per l’iniziativa di sport e solidarietà

Vivicittà corri per il dialogo” ha riscosso una notevole attenzione da parte dei mass media che hanno raccontato il senso e le finalità dell’iniziativa Uisp in Medio Oriente attraverso interviste e dirette radiofoniche. “La maratona organizzata a Shu’fat – si legge nell’articolo del 19 aprile a cura di Michela Perathoner, inviata dall’agenzia stampa Unimondo a Gerusalemme – nasce per sensibilizzare sui diritti dell’infanzia, ma [è ] anche una corsa per aprire i cancelli di Shu’fat, campo profughi alle porte di Gerusalemme, all’opinione pubblica internazionale diffondendo informazioni su una realtà palestinese poco conosciuta”. Una realtà descritta a partire dalle condizioni di vita dei ragazzi di Shu’fat, dall’intervista a Livia Dusatti dell’Ong Peace Games dell’Uisp. L’Ansa da Gerusalemme del 18 aprile, racconta di “una maratona organizzata sotto l’insegna della solidarietà, dell’integrazione, dei diritti e dell’ambiente” che si è svolta in contemporanea ad altre maratone che hanno coinvolto 3000 bambini palestinesi in sei località del Libano e della Siria.

Segnaliamo inoltre che Ami, Agenzia multimediale italiana, ha dedicato a Vivicittà un’ampia sezione aggiornata con le interviste e gli approfondimenti in diretta dai campi profughi palestinesi ad opera dei due operatori dell’Ami al seguito della spedizione Uisp. “Le centinaia di bambini e bambine di ogni singola corsa sono scattati simultaneamente alle 10.30 di domenica – si legge sul sito dell’Ami – un modo efficace per veicolare un’idea di fratellanza fra bambini”. Di seguito pubblichiamo il link all’articolo  di resoconto della corsa con le voci dei protagonisti e l’intervista di approfondimento ad Hanan, un uomo che ha perso tutta la famiglia nel corso del massacro dei profughi nel campo di Shatila nel 1982 per mano delle milizie libanesi.

Sabato 17 aprile il quotidiano l’Unità ha invece dedicato un ampio servizio a “Vivicittà run for Dialogue” di cui riproponiamo un passaggio.
“Non è affatto semplice organizzare una corsa di ragazzini palestinesi nei campi profughi. Attenzioni ai colori […] perché non danno indicazioni politiche, attenzioni ai percorsi, tra check point e filo spinato, attenzione a far gareggiare insieme adolescenti maschi e coetanee femmine, altrimenti in alcuni casi le famiglie non li fanno partecipare. E’ un lavoro che sa di diplomazia quello che ha fatto l’Uisp per organizzare l’edizione speciale della manifestazione Podistica Vivicittà nei desolati ammassi umani dove vivono i profughi”, sottolinea la giornalista.
L’articolo, che si conclude con l’amara affermazione “per chi vorrà rifletterci sopra”, è corredato da un box che descrive la ventennale attività di cooperazione internazionale dell’Ong dell’Uisp, Peace Games e da alcune foto tra cui quella della penultima edizione di Vivicittà a Beirut.
Per leggere l’articolo completo dell’Unità, clicca qui.
A questo link la fotogallery che l’Unità ha dedicato ai bambini palestinesi in corsa per la pace.

Sempre sabato 20 febbraio, la giornalista Doriana Laraia di Radio Rai 1, si è collegata in diretta radiofonica con Massimo Tossini, rappresentante Uisp a Beirut, nel corso del programma “Sportlandia” . “Un’edizone quella del Vivicittà nei campi profughi palestinesi, dedicata ai bambini dai 9 ai 15 anni e voluta per far conoscere il problema e la situazione di questi campi che registrano un’altissima densità di popolazione, e dove mancano non solo gli spazi per praticare sport ma anche e soprattutto gli spazi vitali”. Una corsa, dunque per far vivere una normale giornata di sport a questi bambini ma anche, e soprattutto, per portare avanti nel prossimo futuro dei progetti sportivi in loco. Per ascoltare il podcast della trasmissione clicca qui

In 3.500 nelle sette prove di Vivicittà nei campi profughi palestinesi

Vivcittà nel campo di Rashidieh

Vivicittà - Corri per il dialogo. Nel campo di Rashidieh in Libano

Oltre 3500 bambini, in rappresentanza dei 14 campi profughi palestinesi di Libano, Siria e Gerusalemme est, hanno corso oggi con “Vivicittà-corri per il dialogo”, la corsa più grande del mondo targata Uisp. Percorsi da 1 a 3 km per ragazzi dai 9 ai 15 anni che, a partire dalle 10.30 (ora locale), si sono mossi in contemporanea nei sette campi coinvolti, situati nelle vicinanze di Beirut, Baalbek, Tripoli, Sidone, Tiro, Yarmouk (quartiere palestinese di Damasco) e Gerusalemme est.

Nel campo di Burj el-Barajneh, a Beirut, hanno gareggiato in 500 e al termine della corsa i ragazzi hanno improvvisato un corteo dietro lo striscione “Vivicittà Uisp”, sfilando per le strade del campo. Presenti Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp, Fabio Melloni, direttore dell’Unità Tecnica Locale in Libano per la Cooperazione italiana allo sviluppo, e Roger Davies, vicedirettore dell’Unrwa – Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi.

A Beddawi, campo profughi palestinese situato nel nord del Libano, vicino a Tripoli, 750 bambini della scuola costruita dall’Unrwa hanno corso assieme a 50 ragazzi libanesi. L’Uisp ha inoltre consegnato i 16.300 euro raccolti durante l’edizione italiana di Vivicittà: i fondi finanzieranno i lavori di ristrutturazione del campo polivalente della scuola che potrebbe essere pronto già a settembre, in occasione delle prossime Palestiniadi.
Duecentocinquanta, invece, i bambini in corsa a Gerusalemme est, nel campo di Shu’fat, dove Peace Games, l’Ong dell’Uisp, porta avanti il progetto Play and Work to Avoid Isolation, volto a rafforzare le realtà associative del campo e a superare l’isolamento economico, sociale e culturale della comunità.

Numerose le adesioni a “Vivicittà – corri per il dialogo” anche nelle altre quattro località coinvolte: Baalbek, Sidone, Tiro e Yarmouk (quartiere palestinese di Damasco). La corsa ha animato per un giorno la vita nei campi raccogliendo attorno ai bambini protagonisti della gara l’intera popolazione. Presenti ovunque le istituzioni locali che hanno sottolineato la comune intenzioni di investire nell’educazione e nella formazione dei più giovani all’interno dei campi profughi.

“Una corsa dove i diritti dei bambini non sono rispettati – ha dichiarato Filippo  Fossati, presidente nazionale Uisp – dove gli spazi per giocare e per fare sport non ci sono. Rimarrà il segno di questa giornata in cui la quarta generazione dei campi profughi palestinesi ha testimoniato la necessità e il desiderio di aprirsi al mondo e diventarne protagonista, rinnegando la violenza e superando le differenze. La Cooperazione italiana allo sviluppo e le Nazioni Unite hanno chiesto all’Uisp di continuare a lavorare assieme per i campi profughi palestinesi: porteremo avanti questo impegno, attraverso i valori e gli strumenti dello sportpertutti”.

“Vivicittà – corri per il dialogo” è stata organizzata dall’Uisp e dalla sua Ong Peace Games, in collaborazione con Cooperazione Italiana allo sviluppo, UNRWA – Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, LPDC – Comitato per il dialogo libano-palestinese, YDD – Dipartimento per lo sviluppo giovanile della società di studi arabi di Gerusalemme, Popular Committee Shu’fat, Regione Emilia Romagna e Unione Europea.

Vivicittà messaggera di pace e dialogo in Libano, Siria e Gerusalemme est

Vivicittà prosegue il suo viaggio di sport e dialogo: a distanza di una settimana dal Vivicittà nazionale, le bandiere dell’Uisp e della “corsa più grande del mondo” sbarcano in Medio Oriente, in una delle zone più colpite da guerre e sofferenze.

Domenica 18 aprile “Vivicittà-corri per il dialogo” coinvolgerà i campi profughi palestinesi e si correrà in 7 località in Libano, Siria e Gerusalemme est.

Si parte alle ore 10.30 locali (in Italia ore 9.30) e complessivamente sono attesi al via circa tremila bambini, per la prima volta impegnati in una manifestazione sportiva di queste proporzioni, su percorsi da uno a tre chilometri.

A Beirut e Gerusalemme est si terranno le corse principali. Nella capitale libanese si correrà nel campo di Burj el-Barajneh, confinante con il tristemente noto campo di Chatila.

A Gerusalemme est si correrà nel campo di Shu’fat, dove Peace Games Uisp porta avanti progetti di cooperazione da molti anni. Il via verrà dato dalla piazza maggiore del campo, che costeggia la rete di recinzione, dalla quale si scorge il Muro di separazione tra palestinesi e israeliani.

Altre quattro prove sono previste in Libano, dal nord al sud del paese. Si correrà nel campo di Beddawi, vicino Tripoli, al nord, dove l’Uisp consegnerà i 16.300 euro raccolti durante questa edizione di Vivicittà per la ristrutturazione del campo polivalente di una scuola. Vivicittà è attesa anche a Sidone, Tiro (ai confini con la Palestina) e Baalbek, nella valle della Beqà, verso la Siria. Qui  si correrà nella capitale Damasco, nel quartiere palestinese di Yarmouk.

L’iniziativa è organizzata dall’Uisp in collaborazione con Peace Games Uisp, Cooperazione Italiana, UNRWA – Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, LPDC – Comitato per il dialogo libano-palestinese, YDD – Dipartimento per lo sviluppo giovanile della società di studi arabi di Gerusalemme, Popular Committee Shu’fat, Regione Emilia Romagna e Unione Europea

Info:

in Italia: Ufficio stampa e comunicazione Uisp, tel. 06-43984316, comunicazione@uisp.it

in Libano: Massimo Tossini, tel. 0096 170314861 o 3484427251, e Federica Loreti, tel. 3405819535

a Gerusalemme est: Maria Paola Pannacciulli, tel. 00972542625518,  jerusalem@peacegamesuisp.org

Vivicittà “Porte aperte” si corre nelle carceri di 15 città italiane

Vivicittà 2009 a Rebibbia

Vivicittà 2009 a Rebibbia

Vivicittà 2010 torna in carcere: si correrà infatti, tra aprile e maggio, nelle carceri e negli istituti minorili di 15 città italiane.  Si è già corso nella Casa di reclusione di Verziano, in provincia di Brescia; nell’istituto minorile Fornelli di Bari; nell’istituto minorile di Caltanissetta; nel Carcere della Ranza di San Gimignano, in provincia di Siena e nella Seconda casa di reclusione Milano Bollate.

Queste le prossime tappe:

15 aprile
- Eboli (Salerno): casa di reclusione Icatt

18 aprile
- Milano: casa reclusione Milano Opera

20 aprile
- Ferrara: casa circondariale

24 aprile
- Biella: casa circondariale

6 maggio
- Roma: casa circondariale femminile di Rebibbia

14 maggio
- Roma: casa circondariale nuovo complesso Rebibbia

23 maggio
- Roma: casa reclusione Rebibbia

Data da definire: Livorno, Pavia, Milano Beccaria

OLTRE 70.000 PARTECIPANTI A VIVICITTA’: BARI E RICCIONE LE PIU’ VELOCI

Vivicittà 2010 - Roma, partenza gara competitiva

Vivicittà 2010 - Roma, partenza gara competitiva

OLTRE 70.000 PARTECIPANTI A VIVICITTA’: BARI E RICCIONE LE PIU’ VELOCI

COSIMO CALIANDRO E LAURA GIORDANO SI AGGIUDICANO LA XXVII EDIZIONE DELLA “CORSA PIU’ GRANDE DEL MONDO”

Roma, 11 aprile. “Il mondo corre insieme”: è stato questo lo slogan che ha unito 70.000 podisti  che hanno preso il via contemporaneamente in 37 città italiane.  Molte le iniziative per l’inclusione e contro il razzismo che hanno animato le vie e le piazze della penisola, da Aosta a Trapani, e sfidato il maltempo che ha colpito il centro-nord. Vivicittà, la corsa dell’Uisp, si è articolata in due prove: il percorso competitivo di 12 km e quello non competitivo di 2 o 4 km.

La classifica unica compensata ha visto trionfare il finanziere di Francavilla Fontana, Cosimo Caliandro, azzurro di mezzofondo che ha vinto a Bari in 34′21.  In campo femminile il successo è andato alla fondista veneta Laura Giordano che ha chiuso la prova di Riccione in 39′56. Le piazze d’onore sono occupate da atleti keniani: al secondo posto in campo maschile Vincent Kipchirir, che ha corso a Riccione (34′31) e in campo femminile Salina Jebet che ha corso a Firenze (40′05).

Oggi si è corso anche in 18 città estere con migliaia di partecipanti in Europa, Asia e Africa. Vivicittà  prosegue domenica prossima in sette campi profughi palestinesi in Libano, Siria e a Gerusalemme est.

Inoltre si correrà anche negli istituti penitenziari e minorili di 15 città italiane, tra aprile e maggio.

CLASSIFICA COMPENSATA MASCHILE (I PRIMI 10)

CITTA’ SESSO COGNOME E NOME NAZIONALITA’ COMPENSATO
BARI M CALIANDRO COSIMO ITALIA 0.34.21
RICCIONE M KIPCHIRIR VINCENT KENIA 0.34.31
BARI M RICATTI DOMENICO ITALIA 0.34.45
RICCIONE M ADIL LYAZALI MAROCCO 0.34.49
RICCIONE M HAIDANE ABDELL MAROCCO 0.35.08
RICCIONE M LAQOUAHI MOHAMED MAROCCO 0.35.25
FIRENZE M TOO JULIUS KENIA 0.35.49
FIRENZE M RER MILI SAID MAROCCO 0.35.50
RICCIONE M BORGHESI GIANLUCA ITALIA 0.35.51
BARI M BONVINO GENNARO ITALIA 0.36.06
FIRENZE M KOECH JOSEPHAT KENIA 0.36.13


CLASSIFICA COMPENSATA FEMMINILE (I PRIMI 10)
CITTA’ SESSO COGNOME E NOME NAZIONALITA’ COMPENSATO
RICCIONE F GIORDANO LAURA ITA 0.39.56
FIRENZE F JEBET SALINA KEN 0.40.05
GENOVA F QUAGLIA EMMA ITA 0.40.32
ROMA F BAZZONI ELEONORA ITA 0.40.35
ROMA F BOGGIATTO ROBERTA ITA 0.40.51
RICCIONE F NANU ANNA ITA 0.41.17
RICCIONE F LAARAICMI S. BLIZZARD MAR 0.41.38
ROMA F PROIETTI FEDERICA ITA 0.41.50
GORIZIA F KRKOC LUCJA SLO 0.42.08
ROMA F TANCORRE VALENTINA ITA 0.42.15
VIAREGGIO F MARCONI GLORIA ITA 0.42.36

Fossati: Vivicittà per la multiculturalità e per i diritti dei nuovi cittadini

“Per tanti nuovi cittadini italiani lo sport ha costitutito l’opportunità per scappare da situazioni difficili. Noi vogliamo offrire loro il “lusso” di poter correre per giocare. Perché in fondo crediamo che lo sport non debba essere un lusso ma un diritto”. Così Filippo Fossati, presidente Uisp, nel corso della conferenza stampa di presentazione della XXVII edizione di Vivicittà, svoltasi questa mattina a Roma, presso la scuola Di Donato nel quartiere Esquilino. “Abbiamo voluto porre l’attenzione sul tema dell’integrazione non per farne uno spot. Il nostro è un impegno che va oltre Vivicittà e che dura per tutto l’anno, con il coinvolgimento concreto delle comunità di migranti”.

Nelle 37 città italiane sono state organizzate iniziative specifiche per agevolare la partecipazione delle comunità straniere. “Da quando è nata Vivicittà, nel 1984 – ha aggiunto – abbiamo sempre voluto che questa esperienza di socialità potesse trasferirsi anche in altri scenari, zone di guerra e conflitto, perché lo sport può allentare la tensione e ricostruire legami sociali. Quest’anno la nostra attenzione è puntata sul Medio Oriente”.

Un’edizione speciale di Vivicittà verrà infatti organizzata domenica 18 aprile: i bambini dei campi profughi palestinesi saranno protagonisti di sette corse, con percorsi da 1 a 3 Km, che si terranno in Libano, in Siria e a a Gerusalemme est, nel campo profughi di Shu’ Fat, dove opera Peace Games Uisp con progetti che al centro hanno lo sport. Queste iniziative si svolgono in collaborazione con Cooperazione italiana allo sviluppo – ministero Affari Esteri e UNRWA-Agenzia delle Nazioni Unite. Parte del ricavato delle iscrizioni servirà a ristrutturare un playground all’interno del campo di Beddawi, nel nord del Libano. Qui nel 2007 si riversarono migliaia di palestinesi in fuga dal vicino campo di Nahr el Bared bombardato.

“Le condizioni di vita nei campi palestinesi in Libano sono soffocanti – ha spiegato Carlo Balestri, responsabile Dipartimento politiche internazionali Uisp – 411.000 profughi su di una popolazione di 4 milioni. Non c’è spazio per vivere, né i bambini hanno spazio per giocare. Il gioco, lì più che altrove, può costituire un’esperienza forte di formazione e socializzazione”.

Stefano Taliani, ministro plenipotenziario e capo Ufficio VI Emergenza, DGCS del ministero degli Affari Esteri, ha sottolineato il lavoro della “cooperazione decentrata per le attività umanitarie successive al conflitto in Libano del 2006″ e ricordato “il positivo gemellaggio tra Vivicittà e le Palestiniadi”, una manifestazione che ha visto coinvolti i bambini e le bambine dei campi profughi, “un momento di serenità e aggregazione che abbiamo organizzato su richiesta delle stesse famiglie palestinesi”.

Presente alla conferenza anche Rachid Berradi, fondista azzurro di origini marocchine, primatista italiano di mezza maratona, che si allena e vive a Palermo, dove ha avviato una scuola di atletica per bambini. “Condivido in pieno lo spirito di questa manifestazione – ha detto – alla quale sono particolarmente legato. Ho corso a Vivicittà da quando avevo 15 anni. L’esperienza più forte per me è stato correre al carcere minorile di Palermo. Per me lo sport è una forma di riscatto, per questo cerco di lavorare nei quartieri per avvicinare i giovani all’atletica”.

A rimarcare l’impegno della Rai per Vivicittà c’era Riccardo Cucchi, caporedattore Sport Radio Rai. “L’idea di servizio pubblico si sposa perfettamente con le ragioni di Vivicittà. Lo sport non è solo quello dei grandi professionisti ma soprattutto quello di base, una grande palestra di rapporti umani”.

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